Nei libri leggeremo video e musica


Taglia corto Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il libro e la lettura: «Il libro è nato, è vissuto ed esattamente come tutte le cose umane morirà». Si tratta a questo punto di chiedersi «Quando?», «In che modo?», «Per trasformarsi in cosa?». Ma di certo la stragrande maggioranza degli esperti nel settore sono d’accordo nel pensare che i suoi giorni siano ormai contati. L’hanno ribadito anche gli invitati al convegno «Come cambia l’editoria – prospettive future e nuovi modelli di mercato per l’avvento del digitale», organizzato martedì in aula magna del Bo. In primis Cesare e Luca De Michelis, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Marsilio che proprio quest’anno festeggia i suoi 50 anni di attività.

Ma la morte del libro potrebbe portare con sé anche qualche buona notizia. Per esempio lo sviluppo degli e-book, la nascita di un’editoria più «popolare», la creazione di volumi che accanto alle parole utilizzano video, foto o musica. Si procede a tentoni, come in ogni rivoluzione, si spera di imbroccare la strada giusta, di prevedere l’andamento del mercato futuro, di sfruttare nuovi canali di profitto. Così come fatto dalla Marsilio che recentemente, grazie ad una piattaforma per e-book da lei sviluppata, ha raggiunto la quota delle 10 mila copie vendute. Un numero che rivela tutto il potenziale se guardato in termini di incrementi e di percentuali. E poi ci sono le nuove potenzialità. «Recentemente con l’ultimo libro di Severgnini – ha spiegato Luca De Michelis – abbiamo sperimentato in collaborazione con Rcs un’applicazione che aumentasse la socialità tra i lettori permettendo di commentare il testo, condividere opinioni e interrogare l’autore». E poi ci sono tutte quelle branche dell’editoria legate alla manualistica o alla letteratura scientifica e di settore che per ovvie esigenze richiedono aggiornamenti rapidi e immediati come solo il digitale può permettere.

«Il libro prima delle tipografie era una specie di opera d’arte creato a mano in mesi e mesi di lavoro – ha continuato Ferrari – poi è diventato popolare, ha fatto nascere la figura dello scrittore, dell’editore e dei lettori. Il rischio ora è che una pubblicazione digitale dei testi, e quindi così semplice e immediata, faccia scomparire per sempre gli editori». Ma qui le previsioni del futuro divergono. Gli editori, secondo Cesare Sironi, responsabile Strategie e Innovazione Telecom, acquisteranno ancora maggiore importanza in futuro, proprio in virtù della semplicità del pubblicare. Corsi e ricorsi della storia. Per ironizzare sulla diatriba libro/e-book Cesare De Michelis ha già pensato di regalare come strenna natalizia a tutti gli amici un antico libro scritto da copista del 1500 che, preoccupato dalla rivoluzione di Gutenberg e forse ancor di più per il suo posto di lavoro, punta il dito contro il rischio addirittura etico e morale dell’estinzione del libro ricopiato a mano.

via Nei libri leggeremo video e musica – Corriere del Veneto.

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