Ehi Book! – I “nativi digitali” e il divario generazionale


Paolo Ferri, professore associato di Teoria e tecniche dei nuovi media all’Università di Milano-Bicocca, dedica il suo ultimo libro, Nativi digitali (Bruno Mondadori), ai nati dalla seconda metà degli anni Novanta in poi, figli di Internet piuttosto che di Gutenberg, circondati ogni giorno da pc e videogiochi, smartphone e iPad. Una «razza in via di apparizione», «versione 2.0 dell’homo sapiens», li definisce l’autore.

«Nativi», in contrapposizione agli «immigrati digitali», che non sono venuti al mondo e cresciuti tra le tecnologie ma hanno iniziato a usarle in una sucessiva fase della vita.

Tra i temi trattati nel libro, le diffcoltà per questi adulti (genitori e insegnanti in primo luogo) di entrare in comunicazione con la nuova e-generazione di giovanissimi, di stimolare ed educare le loro menti digitali. Dall’incertezza e l’imbarazzpo davanti a un figlio che usa lo smartphone meglio della mamma e del papà, ai timori che pc e videogiochi rendano stupidi o incentivino la solitudine, fino alla paura di non riuscire più a seguire i propri bambini se la scuola diventerà davvero 2.0. E voi cosa ne pensate? Quali sono le vostre esperienze e quali le idee per superare il divario intergenerazionale?

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