Ehi Book! – Se le storie si scrivono su Facebook


Un lettore di Ehi Book!ci ha contattato per raccontarci una sua iniziativa su Facebook. Ovvero la creazione, meno di un anno fa (ottobre 2010), della pagina Romanzi Brevi. Che oggi conta circa 12 mila fan.  «Si tratta di uno spazio dove poter pubblicare storie per un massimo di 300 caratteri» spiega Luca Lorenzini, 35 anni.

Di origini senesi, ora vive a Milano. Da sempre appassionato di scrittura, professione: copywriter. «Proprio nel mio lavoro ho sperimentato la possibilità di ideare narrazioni in poche battute» racconta.

Romanzi Brevi  raccoglie al momento circa 400 testi, selezionati dallo stesso Lorenzini tra circa 2 mila spediti dagli utenti.  Più che storie, una collezione di aforismi, pensieri, stati d’animo, battute sarcastiche. Un esempio, Perché siamo fatti così, di Miriam L.: «Nell’attimo stesso in cui conquistiamo finalmente quel momento felice, noi cosa facciamo? Lo barattiamo con l’ansia di perderlo».

Poche righe che ricordano le citazioni che si copiano sul diario della scuola oppure, da qualche anno a questa parte, sullo status di Facebook. «Solo che a scriverle non sono nomi famosi ma chiunque» spiega Lorenzini. Che ammette: «Non è letteratura, ma un modo per esprimere e suscitare un’emozione».

Pare che l’iniziativa raccolga consensi soprattutto tra i più giovani: hanno tra i 15 e i 24 anni sia la maggior parte degli autori che dei fan della pagina, testimonia l’ideatore.
Nessuna letteratura, intesa in senso tradizionale, certamente. Né tantomeno «romanzi». Però la pagina è organizzata con serietà e dà un’indicazione importante: grazie ai mezzi digitali probabilmente si scriverà di più. E, nel caso di Romanzi Brevi – esiti più o meno felici a parte – con l’attenzione  di chi ha un intento esplicitamente artistico.

Potenzialità del social network che non sono sfuggite ovviamente nel quartier generale di Palo Alto (California). Il 2 agosto la piattaforma digitale Push Pop Press ha annunciato di essere stata acquisita da Facebook. Si tratta dell’innovativa startup che ha creato, tra l’altro,  l’applicazione per iPad del libro di Al Gore Our Choice (sotto, la presentazione dell’ex vicepresidente statunitense).

Che sia solo un modo per nascondere le reali strategie o meno, «Facebook  non ha in programma di iniziare a pubblicare libri digitali», si legge nel comunicato ufficiale sull’operazione. Tuttavia, c’è scritto ancora, «le idee e la tecnologia di  Push Pop Press si integreranno con Facebook, offrendo alle persone modalità anche più ricche di condividere le loro storie». «Porteremo la nostra tecnologia editoriale e  tutto quello che abbiamo imparato – proclama la startup -.  E aiuteremo a progettare il libro più grande del mondo» (ossia, lo stesso Facebook).

E voi cosa ne pensate? Il caso di Romanzi Brevi dimostra che stanno davvero aumentando le possibilità di esprimersi?  Oppure il rischio è che il proliferare di testi finisca per abbassare il livello complessivo della scrittura?

Da Ehi Book!

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