Ehi Book! – Amazon, l’editoria di carta e gli apocalittici presi in contropiede


Cattive notizie dall’America, per gli apocalittici. Amazon, l’azienda di Jeff Bezos che dopo aver inventato la vendita di libri online ha creato Kindle, cioè il più famoso lettore di libri elettronici (o ebook), ha spaventato tutti annunciando la pubblicazione di due nuovi libri di un cuoco e di un manager, già autori di best seller da centinaia di migliaia di copie. Tutto ciò avverrà, però, nel tradizionalissimo mercato dei libri di carta. Quel mercato cioè che, secondo gli apocalittici, la stessa Amazon avrebbe pesantemente contribuito a uccidere con la sua scelta di puntare sull’ebook come mezzo privilegiato di lettura.

Quando, nel maggio scorso, il gruppo di Seattle annunciò di aver venduto nei 50 giorni precedenti più libri elettronici che hard cover e tascabili cartacei messi insieme, per molti fu la prova definitiva dell’inizio della fine.

Non a caso, più o meno nello stesso periodo, al Salone del libro di Torino la casa editrice online Bookrepublic.it regalava boccette (in realtà simbolicamente vuote) di “Profumo di carta”, pensate apposta per apocalittici e nostalgici del tempo in cui il libro esisteva in un solo formato.

A questo punto le possibilità sono due.

O Jeff Bezos si è bevuto il cervello e, dopo avere azzeccato un business miliardario via l’altro, ha deciso di buttarsi in un mercato destinato a morte certa (un po’ come se, per usare la celebre metafora, il tacchino si offrisse volontario per il pranzo di Natale). Oppure l’editoria di carta non è così destinata a morte certa e – soprattutto – Amazon non pare avere alcun interesse nel voler contribuire in modo significativo alla sua sparizione. «Con le nuove tecnologie funziona (spesso) così: che invece di studiarne le potenzialità, si decreta per prima cosa la sparizione della cultura preesistente coinvolta.»

L’esempio classico della radio (che dovrebbe essere defunta da decenni per colpa della televisione e che invece, grazie anche a Internet, gode di ottima salute) non è servito a contenere la diffidenza verso il nuovo. Diffidenza che, sommata alla tenace convinzione che la cultura o è di carta o non è, continuerà a permettere a quelli svegli come Jeff Bezos di conquistare fette di mercato sempre più ampie. E più o meno tradizionali, non importa (a lui, almeno).

via Ehi Book!

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