Il digitale ucciderà il tascabile?


Il mercato del paperback americano è morto ma ancora non lo sa. Un triste presagio supportato dai dati recentemente diffusi da Nielsen Bookscan relativi al mercato paperback USA nella prima metà del 2011. Le vendite dei paperback – nell’orizzonte niente affatto roseo che ha visto le vendite dei libri cartacei perdere in totale il 10,2% – sono infatti scese del 26,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Tra le ragioni di questo drammatico calo ai primi posti c’è, secondo gli analisti, la crescita del consumo digitale dei tradizionali paperback mass market (quelli che da noi corrispondono sostanzialmente agli Harmony e ai romanzi venduti in edicola). Un dato che trova conferma anche nell’annuncio shock di Amazon che nella scorsa primavera ha dichiarato che le vendite di libri digitali avevano superato quelle di libri fisici.

Non è quindi l’annuncio del nuovo Kindle Fire quello su cui gli editori americani dovrebbero puntare con apprensione lo sguardo quanto piuttosto l’abbassamento del prezzo dei modelli base del retailer. In America si è infatti arrivati al paradosso per cui se un dispositivo arriva a costare circa 80 dollari (cifra che si potrà ancora abbassare man mano che nuovi modelli usciranno sul mercato), e un paperback cartaceo circa 8 dollari (prezzo che negli anni è impercettibilmente continuato a salire), per acquistare un reader si spende tanto quanto si spenderebbe per acquistare una decina di volumi fisici.

Per quanto riguarda l’Italia il mercato dei tascabili vive ad oggi una stagione abbastanza florida anche in seguito agli effetti della crisi. È un fatto che le edizioni paperback, che nel 2008 rappresentavano il 18,1% del mercato trade, inizino a salire al 18,6% nel 2009 (+6,8%) e guadagnino quote nel 2010 fino a raggiungere il 20,3% (+10,6%). Il tascabile italiano non è – inutile ricordarlo – il prodotto mass market diffuso nell’editoria anglosassone e in altre editorie europee più mature. È piuttosto un libro destinato a un pubblico di lettori, anche forti, che una volta tanto vuole spendere un po’ di meno.

I lettori di e-book italiani sono ancora una minoranza (solo 1,5 milioni possiedono un tablet) ma, stante così le cose, è probabile che il fosco presagio che arriva d’Oltreoceano possa trovare prima o poi conferma anche in Italia.

Da Giornale della Libreria

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