Presentazione del libro di Andrea Molesini, Non tutti i bastardi sono di Vienna


Andrea Molesini - Non tutti i bastardi sono di Vienna (Sellerio)Domenica 18 marzo Andrea Molesini presenta Non tutti i bastardi sono di Vienna (Sellerio) alla Libreria Palmieri di Lecce, a partire dalle 18. L’autore, vincitore del Premio Campiello 2011, dialogherà con Roberto Martucci.

Negli ultimi tempi della Prima guerra mondiale in una località vicina al Piave la famiglia Spada è costretta a ospitare nella propria villa alcuni ufficiali dell’esercito nemico. Paolo ha quasi 18 anni, è rimasto precocemente orfano e vive coi nonni, Gustavo e Nancy, due eccentrici: lei di origine inglese, lui da anni cura la stesura di un libro che presumibilmente non vedrà mai la luce, ma riesce a intrattenere gli “ospiti” austriaci grazia alla sua simpatia e al senso dell’umorismo. Nella proprietà vivono anche le persone di servizio: Teresa, governante tutto fare con la figlia Loretta, e Renato, imponente custode dal misterioso passato. Poi alcune figure di contorno: la zia zitellona, il prete del paese, la giovane e bella Giulia arrivata in paese dopo chissà quale scandalo vissuto a Venezia. Le vicende della guerra si complicano, dal fronte ormai prossimo giungono notizie contrastanti e decine di feriti tanto da dover improvvisare in casa un ospedale. Ma quale segreto nasconde il custode e perché si affanna sempre attorno alle finestre e ai panni stesi in giardino? Mentre si delineano le sorti della guerra, nella villa gli eventi precipitano e ognuno svelerà la sua vera natura. A metà tra romanzo storico e romanzo di formazione, incentrato sulla figura del ragazzo Paolo che narra gli eventi in prima persona, il libro è scritto con uno stile veramente di alto livello, a volte immaginifico, a volte ironico, che mette bene in evidenza anche gli altri personaggi: dal nonno, che sarà capace delle scelte decisive, alla vecchia serva, a Giulia, a chi tradirà e non ne avrà pace; i loro caratteri, tutti incisi con molta sottigliezza, riescono a apparire vivi, credibili e intelligentemente sfumati con luci ed ombre sullo sfondo di una guerra che fu crudele e spietata come si tende a dimenticare. La Grande Guerra, ammantata nell’immaginario collettivo italiano in un’atmosfera fatta di eroismo e di spirito cavalleresco, appare qui in tutta la sua fredda e stupida ferocia.

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