Gli editori indipendenti e la crisi: una ricetta per uscirne


Per un piccolo editore guadagnarsi un po’ di visibilità sui banconi delle librerie indipendenti e soprattutto di catena, non è sempre facile. Capita così che alcuni editori indipendenti abbiamo scelto di sperimentare una strada nuova e insolita per promuoversi e cercare di uscire dalla crisi.

Così, nell’ambito del progetto Isbf, Internet slow book farm (una libreria on line specializzata nell’editoria di ricerca e di proposta, con particolare riguardo alla piccola e media editoria di qualità) capitanato da Giulio Milani, editore di Transeuropa, le case editrici proporranno alla catena delle librerie Coop, cinque volumi, due novità e tre testi da catalogo, in evidenza tramite un bollino o una fascetta, o comunque posizionati in uno scaffale ben visibile, per ottenere quell’attenzione che i bestseller spesso gli sottraggono.

Si tratta di un’operazione volta a sperimentare la creazione di un circuito di qualità che si muove in maniera trasversale e su più livelli: attraverso le librerie Coop; sul piano della qualità (per consentire ad autori, storie e volumi uno spazio maggiore rispetto a quello che hanno nelle librerie in franchising o negli store on line); infine, sul piano dei fruitori finali, ossia i lettori, aiutandoli a maturare uno spirito critico e a scoprire i tesori nascosti nella produzione delle librerie e delle case editrici indipendenti (tra le sigle aderenti: Duepunti, Hacca, Keller, Isbn, Laurana, Nutrimenti, Minimum Fax, Zandonai, Nottetempo e Voland). Valorizzando questa filiera produttiva si vuol provare a sollevare le sorti di un settore dell’economia che è estremamente vivace, come testimoniato dalle rassegne quali Una Marina di libri o Pordenonelegge.

La speranza dei promotori è quella, attraverso una lunga opera di sensibilizzazione, di far conoscere il proprio marchio tra i lettori sperando che questi possano divenire uno zoccolo duro per case editrici che producono libri che spesso non arrivano alla vetrina della grande distribuzione.

In base alle vendite e agli esiti del progetto, l’idea è di andare oltre: accedere al mercato dell’e-book, ampliare la distribuzione ad altre librerie indipendenti e coinvolgere altre case editrici in questo progetto che valorizza la qualità e incoraggia il consumo critico dei lettori.

Via Giornale della Libreria

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2 risposte a Gli editori indipendenti e la crisi: una ricetta per uscirne

  1. lordbad ha detto:

    Bello e scottante il thema dell’editoria indipendente!

    Un saluto da Vongole & Merluzzi!

    I nostri complimenti per il blog!

    Mi iscrivo ai feed!

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2012/07/06/vongole-merluzzi-dinosauri-jurassic-blog/

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